Milano Santa Giulia

Un ecosistema verde e blu che penetra nella rete urbana

Un quartiere connesso: la porta d’ingresso a sud di Milano

Milano Santa Giulia è una delle aree di rigenerazione urbana più importanti della città, promossa da Lendlease, e si pone quale cerniera fra il capoluogo lombardo e le provincie meridionali della regione, oltre a essere snodo di diversi sistemi territoriali: assi di collegamento (l’aeroporto di Linate, il sistema tangenziale e autostradale, la stazione FS dell’alta velocità di Rogoredo, le linee M3 e M4); infrastrutture territoriali (l’Ortomercato, l’ex macello, lo scalo ferroviario di Porta Romana); nuclei storici prevalentemente residenziali (Rogoredo); i “vuoti” urbani che rappresentano la riserva di spazi naturali dell’area metropolitana (Chiaravalle, il Parco Monluè, il fiume Lambro con il suo parco e il Parco Forlanini). Cardine del progetto è proprio il dialogo con il paesaggio: le infrastrutture della mobilità e del trasporto dell’intero quartiere si collegano agli spazi di verde urbano, alle aree destinate all’agricoltura nella zona sudest del territorio e ai corsi d’acqua. Si genera così un centro contemporaneo, innervato da spazi aperti e naturali, che da un lato sia rispettoso del tessuto urbano esistente a cui espandere il suo impatto rigenerativo, e che dall’altro sia connesso con il contesto circostante da cui ne assorbe proporzioni, morfologia e identità.

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Per il disegno urbano di Milano Santa Giulia l’ispirazione si ritrova nelle piante, nelle foglie e nelle loro nervature. Questi elementi sono assimilabili a ecosistemi perché trasmettono informazioni tra loro e rispondono agli stimoli esterni grazie alla percezione dell’ambiente; utilizzano meccanismi attivi e passivi sfruttando l’energia circostante che le portano a movimenti complessi ottimizzando l’adattamento a ciò che è esterno. Da questa suggestione si sviluppa il masterplan di Milano Santa Giulia: un brano di città che vive in relazione al contesto, un ecosistema che si sviluppa su due assi portanti che determinano lo spazio costruito dallo spazio verde.

Planimetria by MCA

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Il progetto – per la cui area di intervento è prevista la registrazione al protocollo LEED Neighborhood Development -prevede un mix funzionale: cuore dell’intervento è un grande parco urbano (il terzo di Milano per estensione), con attrezzature per lo sport e il tempo libero, attorno al quale si prevedono quattro importanti funzioni pubbliche (il Museo per Bambini, una seconda sede del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi “il Bosco della Musica”, un’Arena per eventi e un’area commerciale di nuova generazione); servizi alle persone e alle imprese posti all’interno di edifici esistenti da conservare e al piano terreno di alcuni dei nuovi edifici, per la costruzione di una “rete” urbana a servizio non solo del nuovo quartiere ma anche della città che la accoglie.

Dal progetto emerge naturalmente un ordine geometrico, un insieme di assi dove i principali sono due: quello della “diagonale” a vocazione principalmente ciclo-pedonale e di trasporto pubblico che attraversa il parco e mette in connessione Piazza Tina Modotti con la porzione più a nord di Milano Santa Giulia; e l’asse pedonale fronte parco che costeggia il futuro grande lago. Sulla struttura di queste direttrici si innesta il disegno del “crescent” e dei boulevard urbani che compongono la trama urbana del quartiere, collegando un sistema di piazze e funzioni pubbliche con spazi aperti, viali alberati, strade residenziali e giardini.  Una città “compatta” dove la viabilità carrabile principale rimane quella di perimetro, adiacente alle aree a maggiore densità infrastrutturale, lontana dal cuore della vita urbana.

Schema funzionale by MCA

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L’analisi climatica iniziale delle ombre e della radiazione solare a scala urbana ha contribuito allo sviluppo di una matrice ambientale che ha permesso di identificare delle strategie ad hoc per le diverse aree. La modellazione degli edifici del masterplan, avvenuta attraverso l’orientamento e l’ottimizzazione della loro massa, ha permesso di controllare i guadagni solari diretti per massimizzare l’efficienza della produzione di energia rinnovabile e il riscaldamento interno degli edifici; allo stesso tempo ha consentito di sfruttare la ventilazione naturale che porterà maggior comfort agli ambienti esterni e interni.

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